22 dicembre, 2005

Il Manifesto



Questo è uno scritto proveniente da un'esigenza che alcuni miei ex-colleghi
universitari avevano di dare alla loro rivista un Manifesto. In principio
li ho presi per il culo "Un manifesto? Ma checcazzo è?" Poi ho continuato
scrivendo...
bene...lo pubblico qui perché mi piace che lo leggiate.



Il mio Manifesto è:

- Uno spettro si aggira per l'Europa è lo spettro dello zio Olderigo.
Com'è povero lo zio Olderigo! Com'è solo lo zio Olderigo! Com'è
candidamente voglioso lo zio Olderigo! Il problema è essere seri.

Allora;
Più si svuotano le parole della loro atmosfericità. Più il gigante che
Gonfia i palloni aerostatici sarà disoccupato. E Lindberg, come tragedia, non sarà più.
Più si evita di essere qualcosa (futuristi,astrattisti,ambigui,gay) e
più probabilmente è semplice sloggiare la vecchia cultura. L'ultima idea che ho di cultura è questa:
(dopo essere stato nell'ordine: impressionista, astrattista, decadente,
futurista, dark, gioiellista (uno che pratica con la gioia), toninoguerra e casinista) dicevamo prima della parentesi; l'ultima idea di cultura che ho è
questa: Leggendo le “Lettere luterane” di Pier Paolo Pasolini mi sono sentito preso in causa.
E cosa c'è di più toccante che non sentirsi preso in causa dalla Storia! Poi dalla Storia di uno dei Padri del Mondo (perché Pasolini E' uno dei Padri in quanto si preoccupa dei propri figli)! Bene trovato l'invito alla Storia vado a leggere il biglietto d'ingresso (Einaudi, 14euro).
Costa molto meno che Paolo Conte al Sistina...la Storia non è più in
buisness da molto tempo.
Questo c'era scritto sul biglietto bianco:

- Entrerai nella Storia a patto che tu riconosca d'essere Morto! -

Be' potete capire la confusione. Perché? Mi chiedevo. Perché tra l'altro
scriverlo soltanto? Come è possibile chiedere una cosa del genere? E' logicamente errata! E' una contraddizione in termini! Non posso essere (e riconoscermi) e non-essere allo stesso tempo! Pasolini, ti sarai sbagliato...
Poi il biglietto continuava:

- La Morte non è quella dei Corpi (benché i corpi non stiano bene) e non
è Decomposizione Culturale (DC eh! nda.), ma se alla Vita diamo la parte di contr’altare della Morte allora è più chiaro. Per entrare nella Storia devi essere Morto! -

La mia continuava a essere confusione! Io venivo da insegnamenti che mi
spiegavano che la Vita è Vita e la Morte è Morte. Non c'è molto da fare...Intellettualmente (intellettuisticamente) potevo trovare dei raggiri a ciò che il biglietto mi chiedeva, ma non riuscivo a darmene il senso profondo....morto...mi volevano...comunque il biglietto continuava:

- La Vita, per come tu la conosci, è esecrabile. Mentre sulla morte non
si può sentenziare, sulla tua Vita io giudico il Tempo e lo Spazio, il Sole e la Luna, gli Amori e gli Odi, il Sesso, il Senso e Li Condanno. -

Potevo scegliere se farmi i fatti miei. Potevo smettere di leggere e
continuare nel mio stato di vita. Far finta di non aver letto. Perché la condanna di un Padre faceva diventare il biglietto più che un invito.
La cosa mi stava terrorizzando. Era una condanna a Morte.

- Ti Condanno Andrea per essere il frutto di un'unione irresponsabile.
Ti condanno perché la Storia del Mondo ha permesso i figli dei Colpevoli, Voi, che come bestie pascolate inconsapevoli del Tempo che è passato. -

Ero quasi soffocato. Mentre tenevo in mano il biglietto, nella biblioteca, mi girava la testa. Il libro non aveva bisogno di spiegarsi oltre avevo capito a cosa si riferiva. Che cosa chiamava per "Morte". E' qualcosa che m'è
sempre stato familiare. Quello strano dolore che non punge come fanno
quasi tutti i dolori ma "chiama a sé". Che se anche non ti piace (come può a una persona sana piacere un dolore?) ti spinge a forzarne le porte. E ecco
che si identifica come "vizio". Però, vedete, non rimane fermo in quella
parola perché non determina il suo campo.
E poi le cose "viziose" cominciarono verso i sedici anni, io parlo di
roba più antica. Qualcosa che s'avvicina alla Morte. Ma è più mancanza di Vita. E' un VUOTO.

- Signore non son degno di partecipare alla tua mensa ma dì soltanto una
parola ed io sarò salvato -

...non la necessità di un Dio. Se sapessi cosa sia...

Il biglietto, dopo una lunga giornata, finiva con queste parole:

- Figlio mio che versi mari e monti
di lacrime, sappi che come la vita
rapisce il vivo, così la morte lo condanna.
Se ti condanna la vita a una morte
distratta, ricordami come uno spillo benevolo
guardiano del tuo mondo, crocifisso al monte
sepolto nel tempo
nella fossa comune dei vivi. -

5 Comments:

Blogger De Andrea said...

muoviti perché domani si postano gli auguri di Natale!

23 dicembre, 2005 19:40  
Blogger Jonny said...

Io invece l'ho letto tutto, ma penso che lo dovrò rileggere. Però mi sta simpatico.

23 dicembre, 2005 21:53  
Blogger De Andrea said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

27 dicembre, 2005 13:21  
Blogger De Andrea said...

Guarda Gianlù che non è un manifesto...
questo mi sembrava chiaro...l'ho anche scritto...
io non so cosa sia un manifesto...quello che ho scritto è solo una ricezione del testo di Pas. (e nel testo non c'è niente scritto da Pasolini...quelle che leggi non sono citazioni ma sono tutte cose mie)...non c'è solo la parola VUOTO che tra l'altro è proprio il punto di partenza da cui vuole nascere una riflessione...ma anche la riflessione sul bene di Pas...

comunque grazie per la pagliacciata...in un mese mi sono beccato un Clown di Paolo e una pagliacciata da te..mi sa che mi vado a informare al circo..

28 dicembre, 2005 19:28  
Blogger De Andrea said...

i palloncini mi sono sempre piaciuti molto.

28 dicembre, 2005 19:30  

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